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MODENA CITY RAMBLERS IN CONCERTO 2 SETTEMBRE ORE 22.00

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manifesto2018-MCR webMODENA CITY RAMBLERS IN CONCERTO
2 SETTEMBRE ORE 22.00 PIAZZA REGINA MARGHERITA








 
 
 
 
 
 
 
Modena City Ramblers (noti anche nella forma abbreviata MCR) sono un grupp musicale italiano nato nel 1991. Autodefiniscono il loro genere musicale come combat folk, dichiarando sin dall'esordio un amore incondizionato per il folkirlandese, le cui sonorità rimangono anche dopo l'influenza di altri generi, in particolare il rock con contaminazioni punk].

Sin dai tempi in cui suonavano solo musica irlandese, i Modena City Ramblers, come già i Pogues (ai quali si sono largamente ispirati), utilizzano brani strumentali della tradizione popolare (irlandese, scozzese, celtica e poi anche klezmer, balcanica, italiana) come basi per loro brani, come riff o come assolo. Talvolta l'origine di questi brani è sconosciuta.

I Modena City Ramblers nascono nel 1991 da un gruppo di amici intenzionati a suonare musica irlandese, senza alcuna pretesa. Ne fanno parte "Albertone" MorselliGiovanni Rubbiani e "Albertino" Cottica già dei Lontano da doveFranco D'Aniello[13] e Luciano Gaetani dell'Abbazia dei Folli. Nel febbraio del 1991, in occasione di un concerto al Wienna di Modena, viene deciso il nome Modena City Ramblers, in quanto "sapevamo che in Irlanda ogni città ha i suoi City Ramblers e ci sembrava carino che anche Modena non fosse da meno"[14]. Il nome è anche un omaggio ai Dublin City Ramblers, un gruppo di "liscio irlandese", senza dimenticare le radici emiliane[15].

Nel 1992 arriva il bassista Massimo Ghiacci dai Plutonium 99. La sera del 1º marzo viene effettuata la prima registrazione del gruppo nel disco On the First Day of March...Live Demo. Durante un concerto al Kalinka, un locale di Carpi, sale sul palco per la prima volta Stefano "Cisco" Bellotti, a cantare The Wild Rover[16]. In questo periodo i Modena City Ramblers non sono un ensemble convenzionale ma una compagnia aperta, elemento che rimarrà in qualche modo in tutta la storia dei Ramblers, tanto che tutti i membri che hanno poi abbandonato la "formazione effettiva", eccetto Alberto Morselli, continuano a collaborare con il gruppo. L'evento che concluse quell'anno cruciale per il gruppo fu il concerto di spalla ai Pogues a ModenaTerry Woods, il bouzoukista del gruppo irlandese, assisté al concerto, salutando i Ramblers da lontano. Nell'autunno dello stesso anno, Giovanni comincia a introdurre nel repertorio dei pezzi popolari in italiano, quali Bella ciaoFischia il vento e Contessa.

Combat Folk e Riportando tutto a casa

Tra febbraio e marzo del 1993, i Ramblers vantavano un repertorio misto, composto da brani strumentali irlandesi e brani tradizionali italiani. Decisero così che era giunto il momento di incidere il loro primo album in studio. Come studio di registrazione scelsero l'Esagono di Rubiera, in cui lavorava Kaba, che sarebbe diventato poi un membro stabile del gruppo. Combat Folk venne venduto ai concerti, la prima volta al "Fuori Orario" di Taneto di Gattatico (RE), e contiene inoltre i primi due brani inediti dei Modena City Ramblers.

I Modena City Ramblers da gruppo che si "disinteressava delle professionalità"[17] erano diventati un progetto musicale, passaggio che richiedeva una scrematura del gruppo per delineare con più ordine una formazione troppo caotica: "Albertone" Morselli e Cisco alla voce, Giovanni Rubbiani alla chitarra, "Albertino" Cottica alla fisarmonica, "Franchino" D'Aniello ai fiati, Luciano Gaetani al banjo, bouzouki, mandolino, Massimo "Ice" Ghiacci al basso, Marco Michelini al violino e Vania Buzzini al bodhran e ai cori.

Nel 1994 pubblicano per l'etichetta indipendente Helter Skelter di Roma Riportando tutto a casa. Al disco partecipano inoltre come ospiti gli ex Chris DennisFilippo Chieli e Vania Buzzini. Compare l'utilizzo del dialetto in alcune canzoni, in toto (Tant par tachérDelinquent ed mòdna)o in parte (I funerali di Berlinguer e The great song of indifference, cover di Bob Geldof) anche sull'onda dei torinesi Mau Mau; stilisticamente, non più solo Pogues e Waterboys ma anche Les Négresses Vertes e Mano Negra. Molto importante l'apporto dato da Albertino e Giovanni nella scrittura dei brani.

Il disco è un vero e proprio manifesto della cultura musicale del gruppo, che spazia dall'Irlanda magica di In un giorno di pioggia alle terribili esperienze di casa nostra di Quarant'anni, senza dimenticare la spensieratezza dei testi disimpegnati come The great song of indifference, la dolcezza di Ninnananna e ovviamente il ricordo della Resistenzacon la loro prima versione di Bella ciao. Il disco viene prodotto dalla Mescal e poi ripubblicato dalla Blackout/Polygram con l'aggiunta del brano Il bicchiere dell'addio in cui appare Bob Geldof. Il disco verrà distribuito gratuitamente come singolo ai concerti a chi avesse la versione precedente dell'album. Nella versione della Mescal fa inoltre il suo ingresso il primo batterista dei MCR, Roberto Zeno.

Tra il 1994 e il 1995 i MCR collaborano nell'incisione di alcuni album: I disertori, tributo ad Ivano Fossati con Gli amanti d'IrlandaTributo ad Augusto con L'atomica cineseMateriale resistente con Bella ciao, compilation prodotta da Giovanni Lindo Ferretti dei C.S.I. insieme a gruppi del calibro di Africa UniteMau MauGang e Skiantos, per il 50º anniversario della Liberazione. Durante l'estate del 1995 i Ramblers collaborano con il circo di Paolo Rossi e il progetto francese Caravane Banlieue. Partecipano ad alcune serate sul palco miscelando il folk con la satira. Alla fine dell'estate Albertone lascia il gruppo per disaccordi politici e musicali con il resto del gruppo. Cisco rimane l'unica voce.

Il successo



Nel 1996 viene alla luce il secondo disco La grande famiglia con interventi di Paolo RossiMara Redeghieri degli ÜstmamòMarino e Sandro Severini dei Gang. Nel 1996 viene alla luce il secondo disco La grande famiglia con interventi di Paolo RossiMara Redeghieri degli ÜstmamòMarino e Sandro Severini dei Gang. All'inizio del tour abbandonano il gruppo Gaetani e Michelini, che non accettano di lasciare i loro lavori (rispettivamente psicologo e impiegato in banca), sostituiti da Massimo Giuntini e Francesco Moneti[20], entrambi degli aretini Casa del Vento. Prendono parte al Concerto del Primo Maggio a Roma e fanno una decina di date con Paolo Rossi.

Nel 1997 incidono Terra e libertà, che risente fortemente dei viaggi compiuti da Cisco in Patagonia e da Alberto e Giovanni in Messico e a Cuba. L'album è chiaramente ispirato all'opera di Gabriel García Márquez. I MCR lavorano per sei mesi in sala prove. Al concetto del disco hanno contribuito anche gli incontri con Luis SepúlvedaPaco Taibo o Daniel Chavarría, conosciuti nel 1997 grazie ai festival di letteratura, mentre sul piano musicale il modello sono i Mano Negra. La tournée si svolge nei palazzetti e culmina a dicembre, quando suonano a Cubadavanti a 100.000 persone.

Nel 1998 il gruppo ha bisogno di recuperare una dimensione più "intima" del live e porta il tour nei club. A ottobre al Sisten Irish Pub di Novellara viene registrato Raccolti, album acustico con quindici classici, due inediti (Notturno, Camden lock e A gh'è chi g'a') e una cover (La fiola dal paisan, brano de La Piva dal Carnèr, gruppo di musica popolare emiliana). Seguono nel 1999 un breve tour nei teatri, senza Giuntini ma con ospite Luciano Gaetani: dieci brani dai concerti di Rimini e La Spezia, tra cui lo strumentale Richard Dwyer's Set e L'atomica cinese, finiscono ne Il resto raccolto, CD a tiratura limitata solo per il fan club.

I Ramblers compiono un viaggio in Irlanda per lavorare al quarto album e poi all'Esagono dove incidono Fuori campo. Lo stile Ramblers non è più solo combat folk, ma, come suggeriscono loro stessi nel titolo di una canzone di quest'album, è patchanka celtica: non rinnegano le radici irlandesi, ma vi aggiungono quel meticciato musicale denominato patchanka dai Mano Negra. Il giorno dell'uscita dell'album Giovanni Rubbiani annuncia l'abbandono del gruppo. L'ultimo concerto con Giovanni come membro della società Modena City Ramblers è quello del capodanno del 2000 in Piazza Grande a Modena, insieme a Goran BregovićGiovanni Rubbiani andrà a fondare i Caravane de Ville.

Nel novembre 1999 viene pubblicato Combat Folk - L'Italia ai tempi dei Modena City Ramblers, un libro firmato da Paolo Ferrari e Paolo Verri in cui il gruppo racconta la propria esperienza.

I MCR incidono Madre Terra per A come Ambiente, una compilation del quotidiano La Stampa.




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