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Comune di Carpineto Romano

Storia di Carpineto

BREVI CENNI STORICI 

Il territorio di Carpineto Romano fu abitato in epoca preromana dai Volsci, popolazione italica stanziata nella zona compresa tra i Colli Albani e i Monti Aurunci. Il centro abitato odierno affonda le sue origini nell’alto Medioevo, le prime tracce scritte dell’esistenza di Carpineto risalgono al 1077, anno in cui i Canonici Lateranensi concedettero in affitto il feudo carpinetano alla potente famiglia dei De Ceccano. A questi ultimi si avvicendarono nel 1299 i Caetani, famiglia del pontefice anagnino Bonifacio VIII. Altre famiglie della nobiltà laziale possedettero il feudo di Carpineto, fino a quando alla fine del XVI secolo fu acquistato dal cardinale Pietro Aldobrandini, nipote di papa Clemente VIII. Donna Olimpia Aldobrandini, sorella del cardinal Pietro, ne fece il suo “bello stato”, accorpando i territori dei vicini comuni di Montelanico, Gorga, Gavignano e Maenza.

Durante quel periodo Carpineto diventò un ducato e conobbe il suo periodo di maggior fioritura artistica e culturale, con artisti come Caravaggio che contribuirono ad abbellire la cittadina lepina con chiese e opere di pregio, come il San Francesco in meditazione per secoli custodito nella sacrestia della chiesa di San Pietro Apostolo. Nel Cinquecento la famiglia Pecci (Leone XIII) risalente al 1070 a Siena con vari ecclesiastici (lastra di bronzo del Donatello, tomba del vescovo Giovanni Pecci nel Duomo di Siena del Quattrocento), commercianti e notabili, un ramo s’installa a Carpineto nel Castello che fu dei de Ceccano, ampliandolo durante i secoli.

Agli inizi del XIX secolo conobbe l’avanzata delle truppe di Napoleone ed entrò con il resto del Lazio nel Primo Impero francese. In quel tempo nacque Gioacchino Pecci, destinato a diventare papa Leone XIII qualche decennio più tardi. Durante l’invasione napoleonica e negli anni successivi, Carpineto vide il nascere il triste fenomeno del brigantaggio. L’ascesa al soglio pontificio di Leone XIII cambiò il volto della cittadina lepina, che ebbe una nuova fioritura artistica e si arricchì di chiese, statue e fontane pubbliche.

Durante la seconda guerra mondiale fu bombardata, arrecando gravi danni alla popolazione. Tra gli episodi più vivi nella memoria collettiva di quel periodo ci sono sicuramente le cosiddette marocchinate e i soprusi che le truppe coloniali francesi compirono ai danni della popolazione carpinetana.